Mimosa: come coltivarla, curarla e proteggerla dal freddo

Conosciamo la mimosa, una pianta fiorita e decorativa dalla particolare fioritura gialla e dal profumo unico. Scopriamo come si coltiva, in giardino o in vaso.

Caratteristiche delle mimose

La mimosa è un arbusto talmente particolare per la sua fioritura che è tra le qualità di piante e di fiori più conosciute anche da chi ha meno dimestichezza con il giardinaggio.

Gli elementi che caratterizzano la mimosa sono infatti i suoi fiori a pallino giallo e l’odore davvero particolare, per la verità non sempre gradito da tutti.
Molto scenografica, la mimosa è utilizzata per creare splendide composizioni floreali variopinte, visto il colore giallo intenso del fiore , ma la si può apprezzare in tutto il suo splendore proprio durante il periodo della fioritura della sua pianta. A seconda della qualità che si sceglie, la fioritura, al contrario rispetto ad altre piante, può essere anche molto prolungata.

 

Visto che necessita di un clima mite, spesso caratterizza i paesaggi costieri e marittimi, aree geografiche dove anche nei mesi invernali le temperature restano miti e difficilmente scendono sotto lo zero termico. Questo clima protegge la pianta che al contrario teme e soffre le gelate, soprattutto se prolungate nei giorni e nei mesi. La mimosa può essere coltivata all’aperto, dove il clima lo permette, ma anche in vaso o riparata in serre. Scopriamo dunque tutte le caratteristiche della pianta che ormai è associata alla festa della donna, che si festeggia l’8 marzo.

La mimosa è diventato l’omaggio floreale di questa festività. I vivaci fiori di mimosa sono associati alla femminilità e alla forza delle donne. Inoltre, il periodo di naturale e massima fioritura delle piante di mimosa è proprio il periodo tra febbraio e marzo.
Fiori di mimosa

Dicevamo che a colpire della mimosa è la fioritura prolungata e insolita.
Le infiorescenze della mimosa, a forma sferica e dal colore di un giallo intenso, spuntano sulla punta dei rami della pianta, prima vicino al fusto e poi sulla parte più esterna.
Mentre il boom della fioritura normalmente si registra in primavera, quando sugli alberi e nei giardini sbocciano corolle colorate, la mimosa anticipa i tempi e sancisce in qualche modo la fine dell’inverno e la rinascita.

Fiori di mimosa
Già da gennaio, soprattutto sulle coste che si sporgono sul Mediterraneo, fino a marzo gli alberi di mimosa si colorano di giallo e creano visivamente una macchia dal colore inconfondibile. Ovviamente, il periodo di inizio fioritura dipende anche dal clima che ha contraddistinto l’inverno, più mite o al contrario particolarmente rigido.

La mimosa appartiene alla famiglia delle acacie, come dice il suo stesso nome scientifico, ma l’origine è lontana. Sembra infatti che sia tipica dell’Australia e da lì sia arrivata fino a noi.
Le foglie sono bipennate e particolari allo stesso modo.
Coltivazione della mimosa

Ricordiamo che la pianta di mimosa è un arbusto che cresce spontaneo se le condizioni climatiche lo permettono. Il suo nome scientifico è Acacia Dealbata e rientra nella famiglia delle Mimosaceae.

La zona ideale per una fioritura e una crescita rigogliosa della mimosa dev’essere ben esposta al sole ma riparata da freddo, vento e gelo. La mimosa è infatti una delle piante che contraddistinguono il paesaggio della macchia mediterranea. Questo arbusto è resistente e si espande molto, affondando le sue lunghe radici nel terreno. Le fronde poi possono crescere di molto in altezza, fino a diversi metri.

Coltivazione della mimosa
La coltivazione può avvenire nel terreno, all’aperto per esempio in giardino per dare una nota colorata allo spazio verde, come in vaso. Il terreno più adatto ad ospitare e far crescere la pianta di mimosa dev’essere di tipo acido e sabbioso e non alcalino, quindi composto da argilla e calcare.
Se si vuole andare sul sicuro e non si conosce bene il tipo di terreno di cui si dispone per esempio in giardino, è consigliabile ricorrere a un innesto, ossia utilizzare un’altra pianta da innestare sulla prima per dar vita a una qualità migliore.

La qualità Acacia Retinoides, conosciuta come la mimosa 4 stagioni perché fiorisce tutto l’anno, regge bene anche in presenza di un terriccio ricco di calcare. Il trapianto nel terreno dev’essere fatto nelle stagioni intermedie, primavera o autunno.

Servono in verità poche e basilari cure per vedere crescere una pianta di mimosa rigogliosa e verde. Per esempio non serve intervenire con eccessive irrigazioni, che devono invece essere mirate e continue solo nel periodo più secco, nei mesi di siccità estiva.

Arbusto di mimosa
La pianta di mimosa in vaso dev’essere innaffiata con poca acqua in maniera frequente per scongiurare ristagni d’acqua che questa pianta tollera a fatica. Nei mesi invernali l’innaffiatura risulta quasi superflua se la pianta viene portata in un ambiente riparato e non resta all’aperto.

La mimosa non necessita nemmeno di concimazione, mentre invece risulta importante la potatura. Questa serve a far crescere la pianta e a garantirgli sempre fioriture abbondanti.
La potatura della mimosa dev’essere fatta una volta all’anno e si procede eliminando i rami rovinati e accorciando di un terzo gli altri. Ricordiamo che come arbusto dovrebbe assumere la classica forma del cono rovesciato, quindi la potatura deve seguire questa forma, nel rispetto della pianta e di un’estetica naturale e curata.
Coltivazione della mimosa in vaso

Abbiamo già detto che una caratteristica della mimosa è la crescita veloce sia per quanto riguarda le fronde, foglie e fiori dell’arbusto di origine australiana, che delle radici, le quali possono creare anche danni a strutture, visto la loro resistenza e forza espansiva.
Ma nulla impedisce di poterla coltivare in vaso prestando attenzione proprio a quanto appena detto. Per evitare frequenti travasi è consigliabile fin da subito inserirla in un vaso non inferiore ai 40 cm di altezza.

Come detto, non devono crearsi ristagni d’acqua, quindi, alla base del vaso va creato uno strato spesso per drenare il terreno e il modo migliore e più facile per agire è ricorrere alla classica argilla espansa in sfere. Lo strato dev’essere umido ma mai bagnato, ne con presenza di sassi. Fatevi consigliare, ma alla pianta, non avendo bisogno di particolare attenzioni, potrebbe bastare del comune terriccio universale.
Mazzo di mimoseIl vaso dev’essere alto ma anche dal diametro importante. L’arbusto di mimosa in condizione di crescita spontanea raggiunge diversi metri di altezza, circa cinque.

Anche per questo non va mai trascurata l’annuale potatura per evitare che i rami prendano il sopravvento e coprano la vegetazione circostante.

Siccome teme le gelate, non va lasciata esposta alle intemperie in inverno; teme anche la siccità, specialmente la pianta in vaso.

In quest’ultimo caso, vista la minor quantità di terriccio, si rischia di vedere la terra asciugarsi troppo e ciò non è salutare per la pianta.
Come proteggere la pianta di mimosa dal freddo

Il nemico numero uno della mimosa sono le temperature basse, che non dovrebbero mai superare pochi gradi sotto lo zero e solo occasionalmente. Per riparare le piante da possibili gelate è opportuno procurarsi coperture da fissare prima dell’inverno, l’ideale è il mese di novembre.

Telo di juta per riparare la mimosa dal freddo
I materiali adatti a mantenere le radici calde sono per esempio paglia o foglie o ancora acquistare veri e propri teli protettivi appositamente studiati per riparare le piante nei mesi invernali.
Alcuni esempi sono i rotoli di juta, ma anche i cappucci in tessuto o le bande per proteggere i tronchi d’albero. Molte soluzioni si possono acquistare anche comodamente online per esempio su Amazon.

Le coperture sono adatte a una protezione sufficiente per chi vive in zone climaticamente miti, vicino al mare o nel sud Italia. Al Nord, invece, dove la colonnina di mercurio registra temperature spesso ben al sotto dello zero, non bastano: è necessario in questo caso spostare le mimose in vaso dal balcone o dal giardino, in un ambiente come la serra fredda quindi privata del riscaldamento artificiale.

Malattie della mimosa
La mimosa, come quasi tutte le piante, è soggetta a malattie dovute alla presenza di parassiti.

Le più comuni, cosa che accade anche ad altre specie di piante, sono l’attacco di acari o afidi, ossia pidocchi.
Anche la clorosi ferrica è molto comune e diffusa tra le piante di mimosa. Rappresenta la mancanza di ferro da parte della pianta.

La cura consigliata, tralasciando quella drastica rappresentata da un’imprevista potatura dei rami, è l’applicazione di integratori di ferro nel terreo, vicino alle radici. Il ferro è per le piante una nutrizione importante e indispensabile per la loro crescita. Questa malattia la si riconosce perché le foglie perdono brillantezza e sembrano sbiadirsi.

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