Costruire una piscina interrata

Realizzare una piscina interrata è la soluzione ideale per ritagliarsi un’area di puro relax e benessere in casa. Vediamo le differenti soluzioni in commercio.

Realizzazione di una piscina

Ne esistono di svariate tipologie e materiali, ma sostanzialmente si dividono in due grandi famiglie: le piscine interrate e le piscine fuori terra.
La differenza tra le due tipologie si caratterizza sicuramente in termini di durabilità e di spesa.

Le piscine fuori terra rappresentano una buona soluzione per chi non vuole fare un grande investimento, per chi non dispone di un terreno che si presta per eseguire gli scavi o per coloro che non vogliono intraprendere lavori troppo invasivi, soprattutto se s’intende realizzare una piscina di dimensioni limitate.

 

La scelta di una piscina fuori terra removibile consente anche di superare molti ostacoli di carattere burocratico, in quanto, essendo un’opera non fissa, non è soggetta a tutte le autorizzazioni che si applicano alle strutture fisse.

La piscina interrata o seminterrata, diversamente da quanto detto per quelle fuori terra, è una scelta duratura negli anni, un’opera permanente che diventerà parte integrante della proprietà.

La scelta della soluzione interrata permette una maggiore libertà compositiva sia nelle forme che per la profondità; comporta però dei lavori invasivi, costi maggiori e tempi più lunghi rispetto a quella fuori terra.

Anallizziamo di seguito le tipologie più diffuse:

Piscina in cemento armato

È la soluzione utilizzata da più tempo e maggiormente diffusa.

L’idea di solidità che da il cemento porta a pensare che sia la miglior soluzione in termini di durabilità, ma da qualche decennio non è più così.

È sicuramente una modalità che richiede una grande precisione in fase di costruzione, particolarmente se si sceglie di realizzare una piscina a sfioro, in cui i centimetri di tolleranza del cemento armato possono fare la differenza sulla riuscita o meno della tracimazione completa dell’acqua; ne consegue la necessità di affidare il lavoro a ditte altamente specializzate, con personale esperto nella realizzazione di piscine, che quindi fanno lievitare i costi.

La costruzione di una piscina in cemento armato è infatti la più costosa tra quelle disponibili, soprattutto per la voce montaggio e installazione dove incidono i lavori edili necessari, mentre è relativamente economica per l’acquisto dei materiali.

Piscina in cemento armato

La scelta dei materiali e i relativi costi, dipendono molto dalla resa estetica che si vuole ottenere: si possono usare quasi tutti i rivestimenti esistenti, dalla membrana armata in PVC, alle piastrelle, al mosaico alla pietra naturale alle resine o vernici.
Sono comunque sconsigliati materiali come la resina e la vernice di caucciù, che hanno una durata limitata negli anni e richiedono una manutenzione periodica.

Il cemento armato permette la personalizzazione totale in termini di forme e dimensioni, ma di contro, a un progetto più complesso corrispondono costi più elevati di progettazione e realizzazione.

Piscine in pannelli d’acciaio

Sono diventate negli ultimi anni lo standard per le piscine residenziali in Italia; sono un’ottimo compromesso tra la piscina in muratura e la velocità di installazione di una piscina prefabbricata, con costi chiavi in mano in linea o leggermente più bassi di altre tipologie.

Questo tipo di soluzione garantisce flessibilità e robustezza, divenendo così una valida opzione anche in zona sismica.
La realizzazione è di solito piuttosto veloce, dato che non sono necessarie altre opere edili oltre alla soletta e il considerazione del fatto che, essendo prefabbricata, richiede un grado di precisione meno rigoroso in fase di costruzione.
Per questa tipologia fondamentale realizzare bene il rinterro dello scavo con materiale inerte e riempire al contempo la vasca per evitare che le pareti si imbarchino, motivo per il quale è sconsigliato tenerla vuota.
Il prezzo di queste piscine rientra nella media delle piscine interrate, ma nel rapporto tra qualità/costo è tra le più vantaggiose.

Può essere rivestita solo con la membrana armata in PVC, che è disponibile in una vasta gamma di colori ed effetti tra cui scegliere e ha la caratteristica di essere facilmente sostituibile in caso di danneggiamenti.

Esistono in commercio anche dei pannelli d’acciaio sui quali è già saldata in fabbrica una lamina di PVC, questo consente un maggior isolamento termico.
In passato le piscine in pannelli d’acciaio erano principalmente di forma squadrata, oggi invece sono disponibili soluzioni diverse ottenute ripiegando i pannelli per ottenere varie curvature.

Anche per la profondità si ha la possibilità di regolarla tramite la soletta di cemento che può avere una forma concava per la cosiddetta “buca tuffi”.

Piscine in casseri di polistirolo
Rappresentano una alternativa al cemento armato gettato in opera e offrono alcuni vantaggi quali la velocità di realizzazione, i costi e buone prestazioni in materia di isolamento termico.

La struttura è costituita disponendo dei blocchi vuoti di polistirolo che vanno appoggiati uno sull’altro e al cui interno viene inserita la rete metallica per armare il cemento; a questo punto si può effettuare la colata di cemento e in seguito al rivestimento, oltre all’installazione di tutti gli impianti.
Il prezzo di queste piscine è meno elevato di quelle realizzate in muratura poiché i casseri in EPS hanno un prezzo inferiore.
Possono essere rivestite con tutti i tipi di materiali adatti allo scopo, anche il mosaico, ma la soluzione più indicata è la normale membrana PVC.

Si possono realizzare forma arrotondate ma la scelta è limitata dalla sagoma dei casseri di polistirolo solitamente in EPS, Polistirolo Espanso Sintetizzato.

Piscina in vetroresina

Le piscine in vetroresina sono solitamente strutture monoblocco o a due blocchi.

I vantaggi sono la velocità di installazione e la possibilità di scegliere tra varie forme molto particolari di struttura. La vasca monoblocco va infatti semplicemente appoggiata nello scavo, dopo aver messo a bolla il terreno e dopo aver realizzato una soletta.

L’unica criticità è legata sostanzialmente al trasporto.

Piscina in vetroresina

Le piscine in vetroresina sono molto costose per quanto riguarda il materiale, ma abbastanza economiche nell’installazione. Possiamo quindi affermare che sono più costose della media, tranne forse per vasche di piccole dimensioni.

Piscina in lamiera di acciaio

Questa è la tipologia di piscine prefabbricate più economica, perché può arrivare a costare anche il 40% in meno di altre soluzioni, però la durata nel tempo non è paragonabile.

La lamiera d’acciaio è una soluzione adottata sia per le piscine interrate che per quelle fuori terra.
Le forme disponibili sono tutte arrotondate, tipo ovali, circolari e ad otto.
Sono rivestibili solo con liner a sacco in PVC o comunque membrana PVC da saldare.

Altri fattori di scelta: piscina a skimmer o a sfioro?

Uno degli aspetti fondamentali delle piscine è la cura e la pulizia dell’acqua presente al loro interno. La filtrazione dell’acqua è un dettaglio fondamentale per la cura della tua piscina.

Uno degli elementi da considerare nella filtrazione della piscina è il sistema di ricircolo che consente di recuperare l’acqua della vasca, inviarla al filtro, ripulirla e quindi immetterla nuovamente in circolo.

Per il ricircolo dell’acqua i sistemi sono due: le piscine con sistema a skimmer e le piscine con sistema a sfioro.
Gli skimmer sono delle aperture poste lungo il bordo della piscina che raccolgono l’acqua in superficie e la trasmettono al filtro tramite l’impianto di raccolta.
L’acqua raccolta viene depurata da particelle, batteri, insetti e foglie che, senza l’aiuto dello skimmer rimarrebbero a galla. Una volta pulita, l’acqua ritorna in circolo nella piscina tramite i bocchettoni di mandata.

Piscina a sfioro

Per piscine molto grandi, a partire dai 20 metri, lo sfioro è l’unica soluzione applicabile, in quanto gli skimmer non garantirebbero sufficiente ricircolo.

Per quanto riguarda i costi, lo sfioro incide moltissimo sul prezzo finale, fino al 25 – 30%, anche se è indubbiamente molto più elegante.
Esistono delle soluzioni intermedie con una resa estetica piuttosto buona come lo skimmer sfioratore: uno skimmer dalla forma più allungata che può stare più a ridosso del bordo vasca.

Quali permessi servono per la realizzazione di una piscina?

Ecco di seguito un elenco dei permessi da richiedere prima di accingersi a costruire una piscina nel proprio giardino , così come in un esercizio di pubblica attività.

1. È bene verificare, avvalendosi dell’aiuto di un tecnico, presso l’Ufficio Tecnico del proprio Comune, se nella zona interessata siano in vigore limitazioni rivolte alla realizzazione di piscine interrate. Alcuni comuni, ad esempio, stabiliscono il divieto di costruzione di piscine private in aree rurali o ne stabiliscono con precisione le dimensioni massime consentite.

2. La realizzazione di una piscina interrata è soggetta al preventivo rilascio del Permesso di Costruire perché rientra tra gli interventi edilizi di nuova costruzione.

3. Se l’area interessata dalla piscina rientra all’interno di zone soggetto a vincolo paesaggistico o storico-architettonico, allora occorrerà anche l’autorizzazione paesaggistica, ovvero l’Autorizzazione della Sovrintendenza.

4. Dovendo realizzare uno scavo, è necessario rispettare quanto previsto dal Codice Ambientale in tema di gestione delle terre di scavo; nel caso si voglia riutilizzare il terreno in loco per la sistemazione del giardino, andrà verificata l’idoneità del materiale scavato attraverso analisi chimiche; in alternativa sarà necessario conferire le terre di scavo alla discarica.

5. Poiché per la realizzazione della piscina è necessario intervenire sulla morfologia del terreno è opportuno informarsi se l’area di costruzione è gravata del vincolo idrogeologico. In tal caso sarà necessario rivolgersi a un geologo per ottenere la relativa Autorizzazione Idrogeologica, secondo le procedure regionali specifiche.

6. Altro fattore da considerare è relativo alle acque utilizzate nella piscina: essendo trattate con cloro o elettrolisi del sale, non potranno mai essere scaricate al suolo, ma convogliate nella fognatura nera e preventivamente trattate, soprattutto se la concentrazione di inquinanti supera i limiti previsti dal Codice Ambiente. Secondo alcuni comuni queste acque vengono classificate come industriali invece che civili, occorrerà dunque una Autorizzazione allo Scarico in Fogna.

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