Barbecue dentro e fuori casa senza problemi di fumo

Come utilizzare il barbecue all’aperto, senza provocare immissioni nocive e fastidiose nel rispetto delle normative vigenti, senza limitare i diritti dei terzi.

Barbecue, forni, uso e limitazioni

Le basi della convivenza civile, si fondano sulla libertà di ogni individuo di vivere nelle migliori condizioni senza danneggiare gli altri, questo principio assoluto che condivido pienamente, spesso viene puntualmente disatteso, in svariate occasioni.

Il vasto panorama delle liti condominiali, per restare in un tema di nostro interesse, stà a testimoniare quanto sia frequente nei rapporti di vicinato l’inosservanza di tale principio.

Barbecue in funzione con produzione di fumo
Rumorosità, immissioni nocive, mancato rispetto delle distanze, modifiche attuate allo stato delle cose comuni, senza la preventiva autorizzazione, rappresentano terreno fertile per creare quel clima di tensione sociale, spesso sfociante in eventi anche tragici.

Stabilire la colpa di colui che omette di rispettare tali norme, non sempre risulta cosa facile, ciò è dovuto alla diversità di norme e condizioni particolari con cui il giudice deve contestualizzare l’episodio contestato, al fine di poter esprimere il proprio giudizio.

Tra le casistiche rilevabili, capaci di creare tali difficoltà, riveste particolare importanza quelle delle immissioni nocive o fastidiose, provocate dalla presenza di forni, camini, barbecue, ecc. spesso inseriti nelle aree esterne di abitazioni singole o in condominio.

Forno-barbecue in muratura
Il primo concetto da stabilire subito è la differenza che passa tra una costruzione vera e propria eseguita all’aperto e quella di una struttura mobile facilmente spostabile, utilizzabile in posti e condizioni sempre diverse, come può essere un barbecue o un forno su ruote.

Un forno costruito in muratura, per il quale le norme del codice civile e dei regolamenti comunali impongono precise limitazioni sia nelle distanze che nel posizionamento di tali opere, risulta più facilmente contestabile in termini di legge, rispetto al suo omologo disposto su ruote.

Cosa analoga vale per un barbecue o altro accessorio, capace di provocare delle immissioni non sopportabili da terzi e quindi causa di litigi e controversie.

A questo punto la domanda nasce spontanea: esiste un principio, una regola che stabilisce il grado di tollerabilità di tali immissioni da parte di terzi?

 

Una risposta in tal senso ci viene dall’Art. 844 del cod. civ., il quale in sintesi stabilisce come il proprietario di un immobile può agire nei confronti di un altro responsabile di provocare immissioni, qualora queste ultime superano il limite della normale tollerabilità.

Quest’ultimo termine, normale tollerabilità, rappresenta il problema da risolvere, per il quale non esiste un criterio unico e incontrovertibile di giudizio, per questo motivo ogni giudice potrà agire autonomamente, in virtù di tutti gli elementi acquisiti circa le condizioni del sito, sia dal punto di vista geografico che dal punto di vista sociale e urbano.

Tralasciando la piaga dei roghi generati dalla combustione di sostanze nocive, che hanno reso tristemente famose alcune zone della Campania e non solo, restando nell’ambito di quelle immissioni, rappresentate dal fumo dovuto all’uso di legna, carbone vegetale, e altre sostanze per alimentare forni e barbecue, vediamo quali possono essere le condizioni del sito che potrebbero orientare verso un giudizio di condanna o meno.
Barbecue e forni: l’importanza del contesto abitativo

Iniziamo dalle condizioni del sito in cui si manifestano tali immissioni. In un’area a forte intensità abitativa, ancor di più nell’ambito di una struttura condominiale, la produzione di fumi e fiamme è certamente deprecabile, specie se i ricambi d’aria sono ridotti al minimo, a causa della presenza di ostacoli o altre criticità.

Produrre tali immissioni all’interno di un cavedio non destinato a tale scopo, costituisce certamente un aggravante del fatto in sé, in quanto, la produzione di fumi tenderà a propagarsi verso le parti alte dell’edificio, invadendo le proprietà soprastanti.

Se tali episodi dovessero verificarsi all’interno di una struttura condominiale, occorre riferirsi al regolamento del condominio, per agire nei confronti del condomino responsabile di tali episodi.

Le stesse immissioni, prodotte in prossimità di una struttura sanitaria o di una scuola, non possono certamente trovare alcun tipo di giustificazione, per cui vanno assolutamente vietate.

Barbecue in prossimità tubazioni gas situazione di pericolo
La cosa appare ben diversa se tali immissioni si producono in una zona a vocazione eminentemente agricola, dove è frequente, anche se non auspicabile, veder bruciare mucchi di foglie secche o altri prodotti a base vegetale.
Questo tipo di situazione, purché contenuta e limitata nel tempo, non può rappresentare motivo sanzionatorio da parte dell’autorità giudiziaria, salvo prova contraria.

Per tornare al caso del barbecue dell’inquilino al primo piano, la prima cosa da fare è verificare se sussistono divieti specifici nel regolamento condominiale.

L’invito a far rispettare le norme del regolamento condominiale, va fatto dall’amministratore in prima battuta; qualora tale azione non dovesse sortire alcun esito per inerzia condominiale, i singoli condòmini possono costituirsi singolarmente o unitamente, chiedendo alle autorità in materia di igiene e salute pubblica di intervenire.
Prima di intraprendere le azioni sopra descritte, è opportuno produrre una adeguata documentazione atta a dimostrare con foto, filmati, rilievi, ecc. l’invasività e nocività dell’immissioni contestate.
Se ad esempio all’interno di un cortile condominiale il regolamento prevede la possibilità di sciorinare i panni grazie alla presenza di una corte comune su cui non esiste alcun divieto di stillicidio, la presenza di immissioni costituite da fumo e fuliggini, rappresenta una limitazione di un diritto acquisito all’atto dell’acquisto in vigenza del regolamento citato.

Le immissioni fin qui descritte, possono diventare ancora più pericolose, qualora la fonte di produzione mette a rischio la sicurezza e l’incolumità di terzi, in modo certo.

Accendere la brace in prossimità di tubazioni, contenenti gas o altri liquidi infiammabili, rappresentano esempi di comportamenti a rischio certo, vietati dalle norme di prevenzione incendio.

Come si può ben vedere, non è facile stabilire con estrema precisione la legittimità dei comportamenti descritti, ma si potrebbe vivere in modo più civile se si applicassero le norme dettate dal buon senso, unitamente a quelle di legge.
Barbecue e forni innovativi per ridurre le immissioni nocive

Per chi non può proprio fare a meno di usare il barbecue all’aperto, può almeno tentare di ridurre le quantità di fumo prodotto, impiegando tecniche e sistemi di cottura appropriati, tenendo conto di come il fumo si produce nella parte iniziale, quando si accende la brace, a causa dell’impiego di carta e altri prodotti infiammabili, per avviare la fiamma.

Tale fase può essere già meno invasiva utilizzando un accendifuoco liquido, unitamente all’impiego di carbonella di buona qualità; inoltre, è possibile ridurre la quantità di fumo nelle fasi successive della cottura, evitando di spennellare la carne con intingoli vari a base oleosa.

In alternativa alle misure pratiche sopra descritte, è possibile non rinunciare all’uso di un barbecue, acquistandone uno appositamente progettato per non produrre le fastidiose immissioni.

Barbecue Ecocooker versione garden
Tra i prodotti in commercio, particolarmente versatile appare il fornetto ECOCOOKER, la ditta costruttrice garantisce il pratico fornetto, alimentato a gas, in grado di grigliare carne, pesce, cuocere piadine, verdure e bruschette, permettendo a chiunque di preparare un pasto ricco e ottime pizze in pochissimo tempo.

La peculiarità di ECOCOOKER, risiede nella possibilità di eseguire due cotture contemporaneamente, utilizzando rispettivamente la parte superiore costituita da pietra vulcanica e la parte inferiore su cui è disposta la griglia.

La presenza della pietra lavica vulcanica, fornisce una temperatura costante, quindi la possibilità di utilizzarla per cotture biologiche più disparate, senza consumi energetici eccessivi.

La tecnologia antinquinamento del fornetto in questione, si basa sulla presenza di un bruciatore posizionato nella parte superiore, che evita la bruciatura di grassi e la formazione di fumi.

L’utilizzo di ECOCOOKER avviene in sicurezza totale, in quanto progettato in conformità ai requisiti di sicurezza e di funzionalità richieste dalle Direttive Europee a Marcatura CE .

Barbecue a prova di fumo: Pepegrill versione one
Per chi dispone di piccoli spazi all’esterno o all’interno, la soluzione ideale si chiama Pepegrill, piccolo e maneggevole barbecue multifunzione alimentato a energia elettrica, dalle prestazioni ottimali, grazie al quale è possibile realizzare con tempi di cottura rapidissimi, delle ottime grigliate.

L’abbattimento dei fumi tanto insidiosi è completo, grazie al sistema di cottura per irraggiamento che avviene dall’alto verso il basso; in tal modo è possibile utilizzare il piccolo barbecueanche in spazi limitati e non sufficientemente arieggiati.

La semplicità con cui si può usare, anche da parte di chi non è esperto nell’arte della cottura alla brace, permette di ottenere ottimi risultati, rispettando il diritto di coloro che non desiderano essere infastiditi da fumo e odori intensi.

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